Non bisogna credere a tutto ciò che ci propinano Hollywood e compagnia bella. Nei film vengono utilizzati i trucchi più disparati. Uno dei più comuni è la cosiddetta tecnica del green screen o del blue screen.
Durante un campo organizzato dall’Associazione per la Lettura della Bibbia sul tema “Steven Spielfilm – Il segreto del filo rosso” a Valbella, ho avuto l’opportunità di allestire personalmente un piccolo studio con lo schermo verde. Per i bambini è stata un’esperienza fantastica poter vedere in prima persona, anche se su piccola scala, come nasce un film di questo tipo e quali possibilità offrono queste tecniche.
Che cos’è la tecnica dello schermo verde?
Sicuramente molti ne hanno già sentito parlare, soprattutto chi ha una certa familiarità con il mondo del cinema. Per gli altri, ecco una breve descrizione:
Nel gergo tecnico questa tecnica è chiamata «chroma keying». Lo sfondo è costituito da una parete verde o blu. Questo sfondo verde o blu può essere sostituito con uno qualsiasi durante la fase di post-produzione. In questo modo è possibile inserire se stessi o altre persone in qualsiasi scena.
Ma perché proprio il verde e il blu?
Ma perché si usano proprio il verde o il blu? Il motivo è in realtà molto semplice: in nessun tipo di pelle si trovano tonalità di verde o di blu. A seconda del tipo di pelle, questa tende maggiormente al marrone, al nero, al giallo o al rosso. Il verde e il blu sono quindi perfetti.
Un breve video introduttivo
Al campo ero il «Goofy Cutter» e mi occupavo di tutta l’attrezzatura video. In questo breve video ho voluto mostrare cosa si può realizzare con la tecnica del green screen o del blue screen.
Cosa serve per allestire uno studio con fondale verde?
Per allestire uno studio con lo schermo verde occorre un po' di materiale. Ecco un elenco delle cose necessarie:
- Tessuto di cotone verde o blu, oppure una parete verde o blu o altro materiale adeguato. Noi abbiamo utilizzato un tessuto di cotone di 3 metri per 4.
- Treppiedi e barra trasversale o altro sistema di fissaggio. Noi abbiamo utilizzato un set di treppiedi Manfrotto (MA 1314B).
- Faretti per l’illuminazione dello sfondo: lo schermo deve essere illuminato bene e in modo uniforme. Non devono esserci punti sovraesposti. Per verificare se ci sono punti sovraesposti, la soluzione migliore è utilizzare la funzione “Zebra”, presente su molti modelli di fotocamera. Abbiamo utilizzato due faretti a LED, che abbiamo puntato contro la parete per creare una luce indiretta. È tuttavia possibile utilizzare anche lampade con softbox.
- Fari per l’illuminazione in primo piano: in questo caso si lavora solitamente con una classica illuminazione a tre punti. La luce principale è la fonte luminosa principale e quindi la più intensa. Viene diretta leggermente dall’alto verso l’attore, con un angolo di circa 45° rispetto alla telecamera. Questa luce definisce le ombre sul viso. Sull’altra metà del viso si trova la luce di schiaritura. Questa è più debole della luce principale e, come suggerisce il nome, schiarisce le ombre create. La terza luce di questa tecnica di illuminazione è la luce di contorno. Viene posizionata alle spalle, di fronte alla luce principale, e illumina le spalle e i capelli, facendo così risaltare l’attore dallo sfondo.
Allestimento dello studio
- Per prima cosa viene montata la parete verde o blu.
- Successivamente, lo schermo viene illuminato e controllato con la telecamera.
- In terzo luogo, si installa l’illuminazione a tre punti.
Fissare i cavi in modo ordinato sul pavimento, in modo da evitare che costituiscano un pericolo di inciampo! Di seguito è riportato uno schizzo di come dovrebbe apparire lo studio con green screen.
Indicazioni e regole per l'utilizzo dello studio
- Di norma, il telo viene disposto in modo tale che gli attori possano muoversi anche sullo schermo. Ciò consente anche riprese a figura intera. Sul set è obbligatorio indossare scarpe pulite.
- La distanza tra l’attore e lo schermo dovrebbe essere compresa tra 1,5 e 2 metri. Ciò evita la formazione di ombre sullo schermo.
- Al termine delle riprese, lo studio deve essere riordinato, in modo che il gruppo successivo possa affrontare le riprese con entusiasmo.
La post-produzione
Per la post-produzione è necessario un programma di montaggio video che supporti il chroma key. Sono preferibili software come Adobe After Effects, Adobe Premiere, Final Cut (OSX), Magix Video Deluxe o simili.
Bibliografia
- Immagine di copertina: René Graf
- Immagini e materiale video: René Graf (www.ichthys-films.ch)
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