Quattro diversi punti di vista sulla corsa di orientamento:
- Specie selvatiche e uccelli a contatto con l'atleta di corsa orientamento
- Aree del territorio particolarmente sensibili
- Conseguenze per il tracciamento del percorso
- Calendario ecologico della corsa d’orientamento
Introduzione
Negli ultimi anni, la compatibilità ambientale dell’orienteering è stata oggetto di approfondite analisi. Certamente, lo sport naturale dell’orienteering non costituisce di per sé una minaccia per la natura. Tuttavia, insieme ai numerosi altri frequentatori dei boschi, rappresenta un fattore da non sottovalutare. Il presente documento intende fornire ai responsabili Y+S alcuni suggerimenti su come evitare di mettere in pericolo la flora e la fauna.
Il presente documento è suddiviso in quattro articoli:
1. Fauna selvatica e specie di uccelli a contatto con gli orientisti
2. Aree sensibili del territorio
3. Implicazioni per la tracciatura dei percorsi
4. Calendario ecologico dell’orienteering
I primi due trattano la biologia della fauna selvatica e i fondamenti ecologici. Gli ultimi due articoli illustrano le effettive "lezioni e benefici" che ne derivano. Diversi esempi cartografici, in particolare nell’articolo "Implicazioni per la tracciatura del percorso", sottolineano i messaggi chiave del testo. La varietà delle posizioni dei punti di controllo costituisce la struttura di base di ogni percorso di orientamento. La vera sfida mentale, tuttavia, risiede nei problemi di scelta del percorso che si presentano al corridore e nei requisiti di orientamento del percorso stesso. I percorsi panoramici di avvicinamento alla partenza e all’arrivo, nonché la loro ubicazione, completano l’esperienza di orientamento. Da un punto di vista ecologico, è ora necessario confrontare i percorsi, la posizione dei punti di controllo, i luoghi di partenza e di arrivo con gli obiettivi di conservazione definiti negli articoli:
- Specie faunistiche e avicole a contatto con l’orientista
- Aree del terreno sensibili
sono stati affrontati in modo armonioso. Il tracciato del percorso offre le migliori possibilità in tal senso. La responsabilità di chi traccia il percorso è di conseguenza grande.
Una base essenziale per l’elaborazione del presente documento è stata, tra l’altro, l’opuscolo «Der OL-Läufer als Waldbenützer» (L’atleta di orientamento come utente della foresta) presentato dal gruppo di lavoro «Waldbenützung» della Federazione Svizzera di Orientamento nel 1982.
Considerazioni finali
La semplice lettura di questi articoli non può bastare a trasformare l’orienteering, sport nella natura, in uno «sport a tutela della natura». Solo chi impara a vivere e a comprendere la natura può proteggerla e rispettarla. Soprattutto i monitori Y+S di orienteering, insieme ai loro giovani atleti, hanno le migliori possibilità per farlo. Un programma di accompagnamento al corso sportivo, con giochi e osservazione degli uccelli, passeggiate nei boschi insieme a guardaboschi, cacciatori, ornitologi e biologi, è in grado di arricchire e ispirare i giovani.
Per la propria formazione continua, i responsabili Y+S hanno accesso a un’ampia offerta di corsi proposti da organizzazioni per la conservazione della natura e a una vasta gamma di letteratura specialistica. Anche il coinvolgimento personale in una di queste organizzazioni può contribuire in modo significativo alla comprensione delle tematiche ecologiche.
Ogni volta che si pianificano prove di resistenza e corsi sportivi specialistici, è consigliabile contattare l’esperto di riferimento il prima possibile. Questa persona può aiutare a chiarire eventuali dubbi sull’uso del bosco e fornire indirizzi di contatto di cacciatori, guardie forestali, biologi, ecologi, ornitologi, uffici e organizzazioni per la tutela della natura.
Specie di selvaggina e di uccelli a contatto con l’O-runner
Riferimento alla fonte:
Contenuto: Herbert Bühl, esperto Y+S, Gioventù e Sport di Sciaffusa, 1986, Opuscolo sul Manuale del responsabile
Copyright: ESSM, Magglingen, www.ehsm.ch
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