Raccontare la propria storia
La mia storia vuole essere ascoltata, ma come posso raccontarla?
«Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi perché siete così pieni di speranza» (1 Pietro 3:15) – ma c’è davvero qualcuno che vuole ascoltare la mia testimonianza?
Tre motivi per cui dovresti condividere la tua testimonianza personale
1. Interesse Le persone sono interessate alle testimonianze di vita personali. Che sia in TV, sui giornali o alla radio, le testimonianze di vita personali sono molto popolari. Quando qualcuno è sincero e onesto riguardo ai propri alti e bassi, tutti ne sono affascinati, specialmente quando è il cuore a parlare. Le persone sono interessate al destino di un altro. Cercano di identificarsi con la sua vita, riconoscono somiglianze, approcci diversi alle soluzioni, traggono ispirazione dalle sue idee, ecc.
2. Competenza Per quanto riguarda la tua vita, sei competente. Nessuno potrebbe scrivere la tua biografia meglio di te. Su molti argomenti teologici, come la Trinità, sei molto meno competente. Ma quando si tratta della tua storia personale, nessuno la conosce meglio di te. Nessuno può contraddirti su questo. Cito: «Lo scettico potrà anche negare la loro dottrina o attaccare la loro chiesa, ma non può ignorare il fatto che le loro vite sono cambiate.» (Chuck Swindoll)
3. Impatto Il metodo di evangelizzazione principale e più efficace dei primi cristiani era la testimonianza personale. Sebbene persone come Paolo abbiano anche diffuso il Vangelo attraverso il dibattito teologico, la maggior parte dei credenti si limitava semplicemente a raccontare la propria storia e le proprie esperienze con Gesù. Ciò era perfettamente in linea con l’idea di Gesù: «Sarete miei testimoni» (Atti 1:8). Essi dicevano: «Non possiamo tacere ciò che abbiamo visto e udito» (Atti 4:10). I Vangeli non sono altro che resoconti di prima mano delle loro esperienze. «Ecco ciò che abbiamo vissuto con Gesù»: così potrebbero intitolarsi. Attraverso questo semplice tipo di evangelizzazione, nel corso dei secoli migliaia di persone si sono convertite a Cristo.
Come racconto la «mia storia»
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In Atti 26:4-23 vediamo Paolo raccontare la sua storia davanti al re Agrippa. È suddivisa in tre temi:
Il periodo precedente alla sua conversione: versetti 4-11
La sua conversione: versetti 12-18
Il periodo successivo alla conversione: versetti 19-23
Al termine del suo racconto, rivolge al re un'ultima domanda: «Re Agrippa, credi ai profeti? So che ci credi» (versetto 27). Se si volesse dare alla storia della vita di Paolo un titolo, una sorta di tema generale, si potrebbe formulare in questo modo: «Lo zelo di Paolo nel servire Dio».
Possiamo applicare questo schema di Paolo alla nostra storia. Ogni cristiano ha la propria storia personale su come è giunto a conoscere Gesù Cristo. Come Paolo, tutti attraversano le tre fasi seguenti.
Il periodo precedente alla conversione:
Poiché nessuno nasce già cristiano rinato, tutti ricordano un periodo della propria vita in cui non erano ancora cristiani (Ef 2,1-3). Ogni cristiano conosce un «prima» e un «adesso» nella propria vita (Ef 2,13; 5,8; 1 Pt 2,10). I bambini cresciuti in famiglie cristiane a volte ricordano vagamente com’era prima di accogliere consapevolmente Gesù nel proprio cuore.
Il momento della conversione
Il periodo che va dalla conversione ad oggi è caratterizzato, in ogni cristiano, da vari cambiamenti nel comportamento, nel modo di pensare, di parlare, di volere e di sentire. In alcuni questi cambiamenti sono facilmente individuabili esternamente (1 Cor 6,9-11). In altri, invece, avvengono in modo piuttosto discreto. Naturalmente, ciò dipende anche dallo spazio che un cristiano lascia a Gesù. Più spazio viene concesso a Gesù, più visibile diventa il cambiamento e più appagato si sente quel cristiano nella sua nuova vita.
Compito
Descrivi le tre fasi della «tua storia». Nel farlo, cerca di individuare un filo conduttore e colloca questa storia sotto un tema specifico.
Il periodo precedentealla conversione
Cosa era importante per te in quel periodo? Cosa pensavi di Gesù e della Bibbia? Quali problemi, obiettivi, domande, ecc. avevi allora?
Il periodo della conversione
Quando sei entrato in contatto per la prima volta con il Vangelo? Che effetto ha avuto su di te? Qual è stata la tua reazione? Cosa ti ha convinto alla fine? Come, dove e quando hai confessato i tuoi peccati a Gesù e lo hai accettato come Signore della tua vita?
Il periodo successivo alla conversione
Cosa è cambiato nella tua vita da allora? Quali esperienze hai vissuto con Gesù? Quali problemi, obiettivi, domande, ecc. hai oggi? In che modo la fede ti aiuta ad affrontarli? Perché sei ancora cristiano oggi? Cosa vorresti ancora sperimentare come cristiano?
Domanda conclusiva
Quando racconti a qualcuno la «tua storia», non dimenticare mai di concludere con una domanda finale (Atti 26:27). Questa domanda stimola l’ascoltatore a rispondere. La domanda può essere: «Ti è servita in qualche modo? Cosa ne pensi?» o qualcosa del genere.
Principi per la formulazione
1. Assicurati di usare un linguaggio naturale. Parla come faresti normalmente.
2. Evita i «canaanismi». In generale, puoi eliminare dal tuo vocabolario il linguaggio pomposo tipico degli addetti ai lavori. Nessuna persona normale parla in quel modo.
3. Chiediti sempre: il mio vicino non credente capirebbe ciò che sto dicendo? 4. Sii onesto. I non credenti se ne accorgono immediatamente quando li inganniamo.
Variazioni Bene Mueller, responsabile del culto presso Vineyard Bern, afferma: «Ho sempre pronte tre storie della mia vita:
1. Una breve variante di poco meno di 3 minuti per incontri brevi in cui il tempo è limitato (anche il racconto di Paolo in Atti 26 non era molto più lungo).
2. Una versione di media durata, dai 10 ai 15 minuti, nel caso in cui qualcuno voglia saperne di più dopo aver ascoltato la versione breve.”
3. Una versione estesa, se qualcuno ha a disposizione una serata intera ed è interessato."
Se vuoi raccontare la tua storia...
Tre regole fondamentali:
1. Non metterti sotto pressione («Devo testimoniare adesso...»): le persone capiscono subito che vuoi adempiere al tuo dovere di fede proprio in questo momento.
2. Cogli le opportunità: a volte, durante le conversazioni, ci sono momenti in cui ti viene semplicemente chiesto di parlare di te. Non lasciarteli sfuggire.
3. Sii attento alla guida dello Spirito Santo: a volte Egli ti dà l’impressione di dover iniziare una conversazione con questo o quello, oppure di avvicinarti a una certa persona. Allora sii puntualmente obbediente. Dio vuole servirsi di te. Ti guiderà nella conversazione (Lc 12,11-12).
Idea
Alcuni cristiani portano sempre con sé, per iscritto, una versione sintetica della propria storia. In formato cartolina, con il proprio indirizzo e numero di telefono, la consegnano alle persone con cui hanno avuto un incontro positivo. Poiché si è già instaurato un piccolo rapporto, la testimonianza viene letta ad alta voce. L’indirizzo di contatto offre l’opportunità di ulteriori approfondimenti e contatti.
A proposito...
I giovani che condividono la loro testimonianza sono grati anche quando non vi limitate a trasmettere loro solo verità religiose: vogliono sapere come le mettete in pratica.
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